Bando INAIL 2026: tutte le novità per il rifacimento, la bonifica e la messa in sicurezza delle coperture industriali

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Il Bando INAIL rappresenta un’opportunità strategica per le imprese italiane che desiderano investire nella sicurezza e nella salute dei propri luoghi di lavoro. Ogni anno, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro mette a disposizione ingenti risorse a fondo perduto per incentivare progetti di miglioramento, con un’attenzione particolare alla prevenzione dei rischi più gravi. Tra questi, la gestione e la rimozione dell’amianto occupano un posto di primo piano, data la sua pericolosità e la sua diffusa presenza in molte strutture industriali datate.

Questo articolo si propone come una guida completa e aggiornata al prossimo bando INAIL amianto, con un focus specifico sugli interventi di bonifica e sul conseguente rifacimento o messa in sicurezza delle coperture industriali. Scopriremo insieme gli obiettivi del bando, i requisiti per partecipare, le tipologie di interventi finanziabili e le strategie per massimizzare le possibilità di ottenere il contributo.

Cos’è il bando INAIL e perché è vantaggioso per la tua azienda

Il bando INAIL è un contributo a fondo perduto che copre una quota rilevante delle spese ammissibili per migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel caso dello smaltimento delle coperture in amianto in particolare, l’incentivo è particolarmente vantaggioso:

  • 65% dell’investimento calcolato al netto dell’IVA;
  • il tetto massimo erogabile, in linea con le precedenti edizioni, è stato fissato a 130.000 euro.

L’INAIL, nel suo ruolo istituzionale di tutela dei lavoratori, non si limita a gestire le conseguenze degli infortuni, ma agisce attivamente per prevenirli. Il Bando ISI (Incentivi di Sostegno alle Imprese) è lo strumento principale con cui l’Istituto promuove la cultura della sicurezza, erogando contributi a fondo perduto per co-finanziare progetti di investimento volti a ridurre i rischi lavorativi. L’obiettivo è duplice: da un lato proteggere la salute e l’integrità dei lavoratori, dall’altro sostenere la competitività delle aziende virtuose. Per la prossima edizione, ci si attende una forte continuità con il passato, con un asse di finanziamento dedicato specificamente ai progetti di bonifica da materiali contenenti amianto.

Partecipare al bando INAIL per la rimozione dell’amianto non è solo un’azione di responsabilità sociale, ma una scelta strategica che porta vantaggi tangibili e misurabili per l’impresa:

  • miglioramento della sicurezza e della salute: eliminare l’amianto significa ridurre il rischio di esposizione a fibre cancerogene per dipendenti, collaboratori e per la comunità circostante;
  • conformità normativa: adeguarsi alla legislazione in materia di amianto (Legge 257/92 e s.m.i.) permette di evitare sanzioni amministrative e penali;
  • accesso a contributi a fondo perduto: il bando copre una parte significativa delle spese, riducendo drasticamente l’impatto finanziario di un intervento costoso ma necessario. Questo rende l’investimento immediatamente più sostenibile;
  • valorizzazione del patrimonio immobiliare: un capannone bonificato e con una copertura nuova, magari energeticamente efficiente, acquista un valore di mercato superiore e diventa più attrattivo;
  • miglioramento dell’immagine aziendale: dimostrare un impegno concreto per la sicurezza e la sostenibilità ambientale rafforza la reputazione del brand verso clienti, fornitori e dipendenti.

Il contributo INAIL per l’amianto trasforma un obbligo di legge e un costo in un’opportunità di crescita e riqualificazione, con benefici che vanno ben oltre il mero adempimento normativo.

Rimozione amianto e rifacimento coperture: gli interventi finanziabili con il bando Inail 2026

Il cuore del bando dedicato all’amianto è il finanziamento di progetti complessi che non si limitano alla sola rimozione del materiale pericoloso, ma includono anche il ripristino funzionale delle strutture.

Il rifacimento delle coperture industriali tramite il bando INAIL è uno degli interventi più richiesti. I progetti finanziabili devono riguardare la rimozione di elementi in amianto compatto o friabile da edifici e impianti. Le spese ammissibili coprono l’intero processo:

  • rimozione e smaltimento certificato: interventi di scoibentazione, incapsulamento o confinamento di materiali contenenti amianto (MCA), come le coperture in Eternit, ma anche canne fumarie, tubazioni, pannelli e pavimenti in vinil-amianto. Le operazioni devono essere eseguite da ditte specializzate e iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali;
  • rifacimento delle coperture: a seguito della bonifica, sono ammesse a contributo le spese per l’installazione di una nuova copertura. Questo include l’acquisto e la posa di pannelli sandwich coibentati, lamiere grecate e altri materiali che migliorano l’isolamento termico e l’efficienza energetica dell’edificio;
  • messa in sicurezza delle coperture: anche in assenza di amianto, alcuni assi del Bando ISI finanziano l’installazione di sistemi di sicurezza permanenti per prevenire le cadute dall’alto, come linee vita certificate, parapetti e percorsi sicuri sui tetti;
  • opere accessorie e complementari: sono finanziabili tutte le spese strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento principale, come ponteggi, opere provvisionali e la relazione tecnica di un professionista abilitato. In alcuni casi, contestualmente al rifacimento del tetto, può essere ammessa anche l’installazione di impianti fotovoltaici integrati, che contribuiscono ulteriormente alla sostenibilità del progetto.

Bando INAIL 2026: come presentare la domanda

Il percorso per ottenere il finanziamento INAIL è un processo a tappe e scandito da scadenze perentorie. La procedura è interamente telematica. Affidarsi a partner tecnici per il bando INAIL amianto può fare la differenza tra il successo e l’esclusione.

  1. fase di preparazione: questa è la fase più critica. Inizia prima dell’apertura del bando e consiste nell’identificare l’intervento, richiedere i preventivi a fornitori qualificati, e soprattutto far redigere la perizia tecnica asseverata. È fondamentale raccogliere tutta la documentazione amministrativa (Visura, DURC) e tecnica, assicurandosi che ogni documento sia conforme alle richieste del bando per produrre uno studio di fattibilità;
  2. compilazione della domanda online: una volta pubblicato il bando e aperte le date per la compilazione, si accede al portale INAIL tramite credenziali SPID, CIE o CNS. Qui si inseriscono tutti i dati dell’azienda e del progetto, si descrive l’intervento e si carica la documentazione richiesta. Al termine della compilazione, il sistema genera un codice identificativo univoco, essenziale per la fase successiva;
  3. il “Click Day”: questa è la fase più selettiva. Le domande vengono ammesse al finanziamento in base all’ordine cronologico di invio telematico. In un giorno e un’ora prestabiliti (“Click Day”), le aziende devono inserire il proprio codice identificativo per “prenotare” il contributo. Le risorse si esauriscono in pochi secondi, premiando chi è più veloce e preparato. Avere una connessione internet stabile e un operatore esperto che esegue l’invio è fondamentale;
  4. fasi successive all’invio: le aziende che riescono a inviare la domanda in tempo utile entrano in una graduatoria provvisoria. L’INAIL procede quindi alla verifica tecnico-amministrativa della documentazione caricata. Se tutto è conforme, l’azienda viene ammessa ufficialmente al contributo. A questo punto, si può dare avvio ai lavori. Una volta concluso e rendicontato l’intervento, l’INAIL eroga il contributo a fondo perduto.

Il ruolo di un consulente o di un partner tecnico specializzato è vitale in ogni fase: dalla corretta impostazione del progetto per massimizzare il punteggio, alla verifica formale di ogni documento, fino al supporto strategico e operativo durante il temuto Click Day. Un errore banale può compromettere l’intera domanda, vanificando l’opportunità.

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Bando INAIL 2026: requisiti e modalità di partecipazione

Per accedere ai contributi a fondo perduto per la bonifica dell’amianto, le aziende devono soddisfare una serie di requisiti, sia di natura soggettiva (riguardanti l’impresa stessa) sia oggettiva (relativi al progetto). La preparazione meticolosa della documentazione è fondamentale per non essere esclusi. I soggetti ammessi sono, in generale, tutte le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) e situate su tutto il territorio nazionale.

I requisiti generali di ammissibilità includono:

  • avere un’unità produttiva attiva sul territorio italiano;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi (regolarità del DURC);
  • non aver avviato i lavori oggetto della domanda prima della chiusura dello sportello telematico;
  • non aver ricevuto, per lo stesso progetto, altri contributi pubblici che superino, sommati a quello dell’INAIL, l’importo totale delle spese;
  • non aver ottenuto il contributo tramite i bandi ISI negli anni immediatamente precedenti (le condizioni specifiche variano di anno in anno).

Per i progetti specifici di bonifica amianto sono richiesti ulteriori documenti tecnici, tra cui una perizia tecnica asseverata da un professionista qualificato. Questa relazione deve attestare la presenza di amianto, valutarne lo stato di conservazione e definire l’intervento di bonifica più idoneo, giustificandone la necessità.

Quando è il click day del Bando INAIL 2026?

Per non rischiare di perdere l’incentivo, è fondamentale non farsi trovare impreparati e rispettare tutte le scadenze, in particolar modo quella del fatidico Click Day. Non sono ancora state pubblicate tutte le informazioni ufficiali, ma le date salienti dovrebbero essere le seguenti:

  • 18 dicembre 2025: pubblicazione del bando;
  • 27 febbraio 2026: è possibile caricare i progetti sul portale dedicato INAIL;
  •  13 aprile 2026: apertura delle domande online;
  • 28 maggio 2026: chiusura delle domande e possibilità di download codice identificativo;
  • fine maggio/giugno 2026 (TBD): click day per l’invio telematico delle domande;
  • luglio 2026: pubblicazione graduatoria provvisoria.

Per non perdere gli ultimi aggiornamenti, monitora la pagina ufficiale INAIL.

Bando INAIL 2026: le novità rispetto alle edizioni precedenti

Una delle principali conferme del bando INAIL 2026 riguarda un’attenzione crescente verso la sostenibilità ambientale degli interventi. I progetti che, oltre alla rimozione dell’amianto, includono il rifacimento della copertura con materiali ad alte prestazioni energetiche o l’integrazione di fonti rinnovabili (come il fotovoltaico) possono effettivamente beneficiare di un punteggio premiale, anche grazie all’introduzione dell’Intervento Aggiuntivo, che finanzia fino all’80% progetti complementari come il fotovoltaico su bonifiche amianto. Questo allinea il Bando ISI agli obiettivi più ampi della transizione ecologica.

Un’altra novità riguarda i criteri di punteggio. Negli ultimi anni si è notata una tendenza a favorire le piccole e medie imprese (PMI) o le aziende che operano in settori a più alto rischio, e il bando INAIL 2026 conferma e rafforza questa impostazione, introducendo punteggi più accessibili per certificazioni ambientali e sistemi di gestione (come ISO 14001, ISO 45001, EMAS). Rimane invariata la struttura basata sul “Click Day” per l’asse di finanziamento generale, che continua a essere utilizzata per gestire l’alto numero di domande in modo oggettivo. Le date ufficiali prevedono la compilazione e registrazione delle domande dal 13 aprile al 28 maggio 2026.

Infine, è fondamentale prestare attenzione agli aggiornamenti sulla documentazione richiesta e sulle specifiche tecniche degli interventi ammissibili. Per l’edizione 2026 sono state introdotte nuove tipologie di intervento, come i DPI intelligenti e le misure contro lo stress termico, oltre a requisiti più strutturati per la tracciabilità e la digitalizzazione delle pratiche. Per questo motivo, è imperativo non basarsi esclusivamente sulle informazioni delle edizioni passate. Il consiglio è di monitorare costantemente il sito ufficiale dell’INAIL e di affidarsi a consulenti esperti che seguono l’evoluzione normativa e sono pronti a interpretare correttamente le nuove linee guida non appena pubblicate.

Domande frequenti

Chi può partecipare al Bando INAIL per la bonifica amianto?
Possono partecipare tutte le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. È fondamentale che l’azienda sia attiva, abbia sede in Italia e sia in regola con gli obblighi contributivi (DURC regolare).

Qual è l’entità del contributo a fondo perduto?
Generalmente, il contributo è a fondo perduto e copre il 65% delle spese ammissibili al netto dell’IVA. Esiste un tetto massimo di contributo, che nelle scorse edizioni era fissato a 130.000 euro. Questi valori devono essere sempre verificati nel bando ufficiale dell’anno di riferimento.

Quali sono i tempi per la realizzazione degli interventi?
Il bando stabilisce una finestra temporale precisa per la realizzazione e la rendicontazione dei lavori. Solitamente, l’azienda ha circa un anno di tempo dall’approvazione della domanda per completare l’intervento. È un termine perentorio, pena la revoca del contributo.

È obbligatorio rivolgersi a un consulente o partner tecnico?
No, non è obbligatorio. Tuttavia, è fortemente consigliato. La complessità della procedura, la necessità di una documentazione tecnica impeccabile e la competitività del “Click Day” rendono il supporto di un partner esperto un fattore determinante per il successo della domanda. Un consulente aiuta a evitare errori formali e a gestire l’intero iter con professionalità.

Cosa succede se la mia domanda non viene ammessa?
Le domande possono essere escluse per vizi di forma, mancanza di requisiti o per esaurimento dei fondi (se non si è stati abbastanza veloci nel Click Day). In questo caso, l’intervento non riceverà il finanziamento. Sarà possibile ripresentare la domanda nell’edizione successiva del bando, correggendo eventuali errori e migliorando la strategia di invio.

Posso presentare più domande per diversi progetti?
No, di norma un’azienda può presentare una sola domanda di finanziamento per una sola unità produttiva e per una sola tipologia di progetto tra quelle previste dai diversi assi del bando ISI. È necessario scegliere l’intervento prioritario su cui puntare.

Quali sono i costi non ammissibili al finanziamento?
Tipicamente, non sono ammesse a contributo le spese per l’acquisto di beni usati, i costi di manodopera interna, le spese di trasporto e vitto, e l’IVA, se recuperabile dall’azienda. Anche le spese sostenute prima della data indicata dal bando sono escluse. L’elenco dettagliato è sempre contenuto nell’allegato tecnico del bando.

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